Vrsar, Orsera, Istria sito ufficiale del turismo di Orsera

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15th Festival GITARISTRA “Sea & Guitars” 2017

Il festival musicale Mare e chitarre è uno dei simboli estivi di Orsera. Gli amanti della chitarra sanno che – ogni giovedi, nell’ambito di questa manifestazione  tradizionale, li attende un concerto eccezionale, e il programma, di anno in anno, viene selezionato dal direttore artistico Saša Dejanović,

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Bellezze naturali

Dalla costa adriatica fino alla pianura e al terreno leggermente collinare  nell’ hinterland, le bellezze naturali di Orsera e dei suoi dintorni sono fonte di ispirazione per i visitatori in cerca di riposo e di relax.

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Non aspettate che arrivi l’estate.

Venite a Orsera proprio adesso per godervi il sole, il caldo moderato, il riflesso della superficie dell’acqua e gli odori della primavera.

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SPORT, NATURA, ATTIVITA’

A Orsera s i pos sono prat icare una vasta gamma di sport e attività ricreative, dal tennis al calcio, pallavolo, pallacanestro fi no alle bocce ed al minigolf.

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CENNI E CURIOSITÀ DEL PASSATO DI ORSERA

A Orsera, cosi come nelle altre parti dell’Istria, l’ alimentazione comune degli abitanti, nel passato, era basata sui piatti densi a base di verdure, mentre la carne appariva raramente, prevalentemente in occasione di feste e ricorrenze religiose.

Nell’età moderna, gli ingedienti più usati sono diversi tipi di cereali, olio di oliva e vino. Poiché il vescovo di Parenzo era sovrano di Orsera, lui, mediante i suoi amministratori, controllava il commercio di questi prodotti e la loro qualità  per evitare la presenza di prodotti di scarsa qualità o di prodotti contraffatti. Per la vendita, l’importazione e l’esportazione dei prodotti nominati, i funzionari della contea di Orsera avevano l’obbligo di rilasciare un’esplicita preventiva licenza.

Una delle particolarità di Orsera nell’età moderna sono le sue osterie e taverne. Il loro ruolo nella vita sociale era molto importante e lo si può osservare attraverso la prassi della regolarizzazione precisa del loro funzionamento. Le autorità della contea stabilivano il loro orario, vietavano i giochi a carte e  altri giochi all’interno dei locali, vietavano l’apertura dei locali la domenica e nei giorni festivi ed esercitavano un regime severo del controllo della qualità del vino che veniva offerto. Nelle osterie e nelle taverne si poteva offrire solo il vino dalle botti che i funzionari della contea  precedentemente avevano certificato mettendo sopra  un timbro. Qualsiasi deviazione da questa prassi veniva punita severamente. In particolare, venivano punite le frodi e le truffe relative alla qualità del vino, nel caso ai clienti venisse servito un tipo di vino falso o il vino di scarsa qualità, per cui non era stato concesso il certificato di utilizzo nei locali. I funzionari della contea, inoltre, controllavano le misure del vino per vietare che il proprietario dell’osteria o della taverna non facesse abuso relativo alla quantità del vino e delle altre bevande che venivano servite ai clienti. Le osterie e le taverne di Orsera erano segnate con la scritta  (fraške) nel modo stabilito dalle normative legali.

A Orsera era diffuso il commercio di carne ma esclusivamente con previa autorizzazione e sotto premesse e ai prezzi stabiliti dal gastaldo e dai giudici amministrativi. La macellazione degli animali, la vendita e l’importazione e l’esportazione della carne era concessa solo con previa esplicita autorizzazione dei funzionari della contea. Si tratta  perlopiù di carne bovina e di quella caprina.

Il pesce rappresenta senz’altro una delle risorse importanti per l’alimentazione e per il reddito. La pesca e il commercio del pesce sono altrettanto sottoposti al controllo delle autorità della contea. Sotto minaccia di sanzione, nessuno poteva pescare o vendere pesce senza ottenere una previa autorizzazione esplicita da parte delle autorità della contea. Se i residenti volevano vendere il pesce, dovevano prima offrirlo a riscatto alla Contea di Orsera, e solo se la Contea non era interessata a riscattare il pesce, in quel caso lo si poteva vendere al mercato del pesce. Il pesce non  poteva essere  venduto ovunque e a chiunque, ma solamente al mercato del pesce. Dopo che i fabbisogni di pesce degli abitanti locali erano soddisfatti, il resto del pesce poteva essere venduto anche fuori dalla Contea di Orsera.

Una delle attività importanti per l’alimentazione degli abitanti era la produzione del pane. A Orsera si parla dei produttori di pasta per pane e di panettieri. Nel medioevo e nell’età moderna a Orsera esisteva solo un forno del pane amministrato dalla Contea di Orsera. Si tratta di un forno pubblico mentre quelli privati non esistevano. Ogni pezzo di pane che si intendeva preparare, per quanto riguarda la sua qualità, era sottoposto al controllo delle autorità della contea, e sul pane e sugli altri prodotti di panetteria che soddisfavano allo standard veniva messo un apposito timbro dalla forma di una croce (veniva inciso sull’impasto). Successivamente, nella tarda età moderna, è stato costruito un altro forno del pane, per via dell’aumento del numero di abitanti.

Il vino era da sempre un prodotto alimentare diffuso e per questo veniva consumato quotidianamente. La produzione, il consumo e il commercio diffuso del vino era presente anche nella contea di Orsera. Però, il commercio del vino era sottoposto ad un severo controllo. Spesso, la scarsa qualità del vino e la presenza dei vini falsi (soprattutto quelli importati), influenzava, in modo negativo, la salute della gente, soprattutto degli uomini, e per questo motivo il vescovo di Parenzo ha prescritto, nei dettagli, il controllo della sua diffusione nei negozi ma anche nelle osterie e nelle taverne. Il vino poteva vendersi esclusivamente nelle botti. A Orsera c’erano dei funzionari incaricati del controllo del vino che, su ogni botte che aveva soddisfatto la qualità e che era destinata alla vendita, mettevano il proprio timbro. Solo il vino segnato in questo modo poteva essere venduto. Inoltre, veniva controllata la quantità del vino, vale a dire le misure del vino, per impedire l’abuso ai venditori che volessero consegnare quantità minori a causa del ridotto volume di una misura del vino.

La porta cittadina di Orsera era aperta di giorno e chiusa di notte. Di mattina veniva aperta nel momento in cui le campane del campanile cominciarono a suonare, mentre si chiudeva alla sera, dopo l’Ave Maria. Verso sera, il suono dal campanile con l’Ave Maria invitava gli abitanti di entrare nella città e il cavaliere chiudeva la porta. Una volta che la porta veniva chiusa, di solito restava chiusa fino alla mattina. La porta doveva chiudersi nel modo in cui nessun animale o persona poteva entrarci. Un funzionario, chiamato cavaliere, custodiva la chiave. Lui era incaricato della manutenzione della porta e apriva e chiudeva la porta di persona. Dopo la chiusura, la porta poteva essere aperta solo nei casi d’emergenza, ma con previo permesso delle massime autorità della contea.

Agli uomini di Orsera era vietato di portare la barba. Siccome la contea di Orsera con a capo il vescovo di Parenzo era uno stato indipendente, non era sottoposta alle autorità di Venezia e degli Asburgo. Per questo motivo succedeva spesso che sul suo territorio si rifugiassero criminali provenienti dalle altre zone dell’Istria per trovare rifugio e per evitare persecuzioni e penne. Per questo Orsera venne chiamata – rifugio e asilo dei criminali. Tanti di loro a Orsera cominciarono a occuparsi di lapidaria, agricoltura e pesca. La presenza di queste persone ha portato il vescovo di Parenzo ad emanare un regolamento secondo il quale tutti gli uomini dovevano radersi la barba per poter essere identificati, a Orsera e altrove.

Nell’età moderna Orsera era il più grande deposito di tabacco. Il tabacco veniva trasportato sulle navi nel porto di Orsera e da lì, veniva trasportato segretamente, con le carovane, attraverso la valle della Draga, verso le zone centrali della penisola istriana.

Esisteva un regolamento severo che proibiva di portare armi dentro le mura cittadine di Orsera, sia durante il giorno che durante la notte. Questo regolamento si riferiva alla gente locale ma anche agli stranieri. Lo stesso regolamento ha contribuito all’atmosfera pacifica, alle soluzioni pacifiche delle controversie e ad un tasso minimo di criminalità.

A Orsera erano vietati i giochi d’azzardo. Il divieto riguardava tutti i luoghi pubblici (strade, vie, piazze e simile) e i locali privati. Era esplicitamente vietato giocare a carte, giocare d’azzardo e praticare qualsiasi simile attività.

Grazie alla Chiesa e al vescovo di Parenzo, a Orsera era stabilito che tutti i diritti e i doveri si riferivano in egual modo a uomini e a donne. Tutti gli atti giuridici venivano applicati alle persone indipendentemente dal sesso. Siccome a Orsera giungeva un numero notevole di stranieri ( navigatori, commercianti, abitanti nuovi, criminali) la loro posizione era stabilita in modo preciso. Chi rispettava i regolamenti della contea di Orsera, essendo straniero o residente, era sempre benvenuto e le autorità lo prendevano in considerazione, rispettando la sua dignità personale.

Nel periodo dell’esistenza della contea di Orsera, la cittàdina era la più sana dell’Istria. Orsera non era colpita da malattie e da un notevole tasso di mortalità della popolazione come lo erano invece le altre zone dell’Istria, grazie ai regolamenti severi sull’ordine comunale, al divieto di gettare rifiuti per le vie della città, al divieto di depositare carcasse di animali all’interno della città, agli sforzi legati all’igiene e alla purificazione dell’acqua nonché alla qualità del vino.

redatto da: Docente universitario Ivan Milotić, Dott.Ric.