Vrsar, Orsera, Istria sito ufficiale del turismo di Orsera

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del turismo di Orsera

Feste dei pescatori

Folklore, musica d’intrattenimento, offerta culinaria di specialità di mare

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Bellezze naturali

Dalla costa adriatica fino alla pianura e al terreno leggermente collinare  nell’ hinterland, le bellezze naturali di Orsera e dei suoi dintorni sono fonte di ispirazione per i visitatori in cerca di riposo e di relax.

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Non aspettate che arrivi l’estate.

Venite a Orsera proprio adesso per godervi il sole, il caldo moderato, il riflesso della superficie dell’acqua e gli odori della primavera.

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SPORT, NATURA, ATTIVITA’

A Orsera s i pos sono prat icare una vasta gamma di sport e attività ricreative, dal tennis al calcio, pallavolo, pallacanestro fi no alle bocce ed al minigolf.

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Quadro storico

Orsera nella preistoria

Le piú antiche tracce di vita trovate nella penisola istriana ci riportano alla preistoria. Nella penisola, infatti, sono state scoperte tracce di cultura paleolitica (periodo della pietra rozza e di quella levigata). In una caverna sulle sponde del Canale di Leme, nella vicinanze di Orsera (grotta di San Romualdo), sono stete individuate tracce di cultura paleolitica. L’ appartenenza etnica dei piú antichi abitanti dell’ Istra non é nota. I primi abitanti della penisola istriana etnicamente noti furono gli Istri ed i Liburni. Gli Istri popolavano la maggior parte del suo territorio (da essi, sembra, la stessa prese anche nome: Histri, Histria, Istria), mentre i Liburni dimoravano lungo la sua costa nord-orientale (Liburnia). Gli Istri ed i Liburni, oltre che di agricoltura e di allavamento, si occupavano di commercio marittino. Commerciavano pure con gli antichi Greci. Le navi greche si springevano nell’ Adriatico settentrionale per acquistarvi la prezioza ambra gialla che arivata, via terra, dalle lontane coste baltiche. Cosi, le navi raggiungevano anche il Canle di Leme e la baia di Orsera.

Sulle alture della penisola istriana gli Istri ed i Liburni costruirono abitati fortificati circondati da mura difensive, la cui pianta era di regola rotonda. Nella zona che va dal fiume Quieto (Mirna) al Canale di Leme, gli Istri avevano un notevole numero di abitati fortificati, edficati di solito in punti inaccessibili, ma strategicamente importanti. Uno di questi abitati si trovava anche lá dov’é sito oggi il nucleo antico di Orsera, il che é confermato da alcuni ritrovamenti archeologici (frammenti di ceramica). Nell’ era preistorica erano popolati anche alcuni colli nei pressi di Orsera. Cosí, ed esempio, sul colle Monte ricco (Gavranov vrh), ad un chilometro ad est di Orsera, a sinistra della strada che porta a Rovigno (Rovinj), si trova un’ importante localitá archeologica in cuisono stati ritrovati frammenti di ceramica dell’ etá del bronzo. Nella stessa localitá c’ era un abitato preistorico fortificato, con al sua necropoli, sia nell’ eta del bronzo che del ferro. Nel primo secolo a.C. un ricco romano costruí sul colle una grande villa rustica, di cui si sono conservate fino ad oggi alcune parti interessanti, come ad esempio i resti della cisterna dell’ acqua con la volta. La villa aveva il peristilio (porticato e colonne), pavimenti in mosaico policrono e le pareti di alcune stanze abbellite da affreschi policromi. Tra le rovine della villa sono stati ritrovati piccolo reperti archeologici romani (monete, ceramica…). le prova dell’ esistenza della villa romana si é conservata fino ai giorni nostri anche nel nome del campo a nord del colle, che é: Alla villa.

E cosi, Orsera vive storia ha inizio nel periodo del dominio degli antichi Romani in Istria.

Times of the Roman Emperors

Gli Istri ed i Liburni erano notoriamente dei pericolosi corsari. Attaccavano le navi romane nell’ Adriatico, per cui ben presto entrarano in conflitto con gli antichi Romani. Quest’ ultimi, dopo aver costruito nelle vicinanze dei confini con l’ Istria la fortezza di Aquileia (181 a.C.), iniziarono ad attaccare sistematicamente le tribú istriane. In una serie di campagne militari, subendo grosse perdite, sottomisero prima gli Istri e poi i Liburni. Nella guerra del 178-177 a.C., i Romani penetrarono in Istria con un grosso esercito e rasero al suolo la sua capitale Nesactium, l’ attuale Vizace, poco distante da Pola. Nella cittá assediata, Epulone, ultimo re degli Istri, si suicidó ed il suo popolo si lasció sottomettere, opponendo peró una lunga resistenza. Nel primo secolo a.C. gli antichi Romani sottomisero anche i Liburni, per cui l’ interna panisola entó a far parte, in un paio di secoli, del grande Impero Romano.

Ben presto sulle coste istriane sorsero diverse colonie romane, come Pola-Pula e Parenzo-Poreč. Il confine tra le zone d queste due colonie passava il Canale di Leme (dal latino limes: confine).

All’ inizio del domino romano in Istria, l’ abitato preromano di Orsera continuó a vivere. Con il passare del tempo, pero, lungo il mare, ai piedi sei colli, sorse un nuovo abitato con edifici pubblici e privati, che si sviluppó soprettutto nell’ evo antico. Anche nella zona di Orsera dei ricchi aristocratici romani avevano poderi con ville rustiche.

Al tempo degli antichi Romani, comunque, Orsera era piú di un semplice vicus (villaggio). Essa rappresentava un centro istriano abbastanza importante per il commercio dei prodotti agricoli e dall’ allevamento (vino, olio, grano, formaggio, carne…). La vicinanza di Ravenna (sulla sponda opposta dell’ Adriatico) influiva favorevolmente sullo sviluppo sel commercio ad Orsera ed altri centri istriani romani. I prodotti agricoli istriani erano molto apprezzati sul mercato dell’ antica Roma.

Nel retroterra di Orsera passava la Via Flavia, che da Pola portava a Parentium (Parenzo), Tergeste (Trieste) ed Aquileia.

L’ importanza che Orsera aveva al tempo degli antichi Romani é confermata anche dal seguente dato cartografico: nella Tavola Peunteingeriana del 3° o 4° secolo, la nostra cittadina segnata con il nome di Ursaria, venne reppresentara quale isolotto dinanzi a Pola. Pare che lo sconosciuto cartografo romano non conoscesse bene la costa istriana, per cui pose Ursaria di fronte a Pola, ossia moto piú a sud di Orsera.

Nel 2° e 3° secolo anche ad Orsera comparve la nuova religione: il cristianesimo. Insieme a Parenzo e Pola, nel 4° secolo Orsera divenne un importante centro cristiano.

Nonostante il tempo trascorso, ad Orsera e nei cultura dell’ antica Roma.

Orsera nell’ alto medio evo

Nella seconda metá 5° secolo (476) avvenne la caduta dell’ Impero Romano d’ Occidente e l’ Istria si venne a trovare per un lungo periodo di tempo sotto il domino dei conquistatori germanici, ossia sei Goti. Quando l’ imperatore bizantino Giustiniano (527-565) vinse i Goti, l’ Istria entró a far parte (538) dell’ Impero Romano d’ Oriente (Bisanzio) e vi rimase fino alla fine dell 8° secolo. I dati storici su Orsera nell’ alto evo sono molto scarsi. Le acque nelle vicinanze del paese vengono quale importante zona di pesca.

Il noto vescovo parentino Eufrasio (costruttore della famosa basilica di Parenzo), con particolare atto di donazione del 543, approvato dall’ imperatore tedesco Ottone III, diede ai canonici della chiesa parentina il diritto ad un terzo del pesce nelle acque del Canale di Leme, nelle vicinanze di Orsera. Alla fine del 6° ed all’ inizio del 7° secolo, nei Balcani e nell’ Istria bizantina arrivarono gli Slavi, scesi dai Carpazi, loro terra d’ origine. Le autoritá militari bizantine avevano cercato inutilmente di fermare la penetrazione degli Slavi (Croati e Slaveni) in Istria, dalla quale facevano spesso irruzione anche in Italia. La prima invazione slava nella penisola avvenne nel 599.

Dinanzi alle invasioni slave in Isria, la popolazione dell’ antica Roma, dalla parlata latina, si ritiró nelle fortezze e nelle cittadine della costa (Pola, Rovigno, Parenzo…). In quel tempo andó in rovina anche Orsera, in cui i Croati penetrarono dall’ entroterra istriano lungo la vallata della Draga. Essa venne occupata e distrutta tra il 599 ed il 611; i suoi antichi abitanti vennero scacciati el’ antica basilica cristiana del 4° secolo fu abbandonata. La presenza dei Croati ad Orsera nell’ alto medio evo é confermata da reperti archeologici, come ceramiche slave, e dall’ edifico del mulino sito lá dov’ era stata la succitata basilica.

Nel 7° ed all’ inizio dell 8° secolo un anonimo geografo revennate (Revennas Geographus) colloco Ursaria su un’ isola la costa occidentaledell’ Istria.

Il domino bizantino in Istria venne interrotto dall’ invasione e dalla breve occupazione dei Longobardi (751-774). Alla fine dell 8° secolo (788) la penisola venne occupata da Franchi, per cui entró a far parte del grande impero del conquistatore Carlo Magno (768-814).

I Franchi introdussero in Istria il sistema feudale e nei feudi si servirono dei contadini slavi. Dall’ inizio del 9° secolo in poi, nella vita politica istriana iniziarono ad avere ruolo molto importante i feudatari d’ orgine tedesca.

In quel periodo (seconda metá del 9° secolo) i corsari dalmati nel Neretva facevano delle scorreie nelle cittadine Istriane occidentali (Rovigno, Cittanova, Umago, Sipar), per cui sará stata risparmiata sicuramente nemmeno Orsera.

Nella zona tra il fiume Quieto ed il Canale di Leme, la diocesi parentina (fondata nella seconda metá del 3° secolo) aveva una grande tenuta chiamata Territorio di S. Mauro (Teritorium sancti Mauri) in onore si S. Mauro, martira e patrono della chiesa di Parenzo. Non é noto quando passó sotto la diocesi parentina pero si sa che rimase ininterrottamente sotto la stessa dal 983 circa fino al 1778. Nell’ Istria occidentale s’ intrecciavano gli interessi politico-economici di Venezia e del patriarchi di Aquileia. Sia la prima che i secondi cercavano invano di portare via Orsera ai vescovi parentini che grazie alla loro astuzia ed alla loro caperbietá riuscirono a governarla per ben otto secoli.

La contea dei vescovi parentini

Nell lasso di tempo tra il 10° ed il 18° secolo, Orsera era il centro amministrativo della contea dei vescovi parentini. In efetti, quest’ ultimi la governavano a nome dei papi di Roma, che di tanto confermavano i loro dirritti. Nel 1177, durante un viaggio da Venezia ad Ancona, papa Alessandro III (1159-1181) visitó Orsera e, secondo quanto riportato dalla tradizione populare e da alcuni documenti, vi si intrattenne tre giorni. Lo stesso papa confermó con un documentoparticolare il diritto della diocesi parentina su Orsera, che durante il medioevo fu la residenza estiva dei suoi vescovi.

I combattimenti pet la costa occidentale dell’ Istria terminarono nella seconda metá del 13° secolo con la vittoria di Venezia. Nel 1267 Parenzo si mise sotto la protezione del doge di Venezia ed in tal modo anche Orsera nell’ ambito del Parentino, avrebbo dovuto seguire la stessa sorte. Indipendentemente dai cambiamenti politici, peró, essa rimase di proprietá della diocesi di Parenzo e non pagó mai tassa alcuna né ai dogi veneziani, né ai patriarchi di Aquileia. I vescovi di Parenzo mettevano in evidenza il potere che avevano su Orsera anche nel proprio titolo, che era il seguente: Episcopus Parentinus et dominus Vrsariae (Vescovo di Parenzo e Signore di Orsera). Alcuni di essi, invece, al titolo di vescovo aggiungevano quello di ”comes Vrsariae” (conte di Orsera).

Al tempo del vescovo parentino Bonifacio, il patriarca di Aquileia Raimondo (1273-1299) attaccó piú volte Orsera. Durante uno degli attacchi i soldati del patriarca la saccheggiarono facendo un bottino di 700 buoi e molti capi di bestiame piú piccolo.
Sotto il governo dei vescovi parentini Orsera era un comune agricolo con statuto proprio, amministrato da un governatore, mentre i possedimenti erano in mano ai vassalli. Le proprietá dei vescovi nel paese e nei dintorni (case, terreni, pascoli, boschi, riserve di pesca, saline, oleifici, forni per la cottura del pane…), rappresentavano la principale fonte di reddito della diocesi parentina. Coloro che facevano uso dei beni prestavano giuramento al vescovo e gli offrivano vari doni in natura (vino, olio, legna, pesce, sale, formaggio…).

Durante il rinascimento ed il barocco le cave di pierta orseresi furono sfruttate intensamente. La pietra migliore veniva portata a Venezia per costruire palazzi, chiese e ponti. In quel tempo, tra il 15° ed il 17° secolo. Orsera venne colpita diverse volta dalla peste. Durante il 17° secolo alcuni vescovi parentini ebbero dimota fissa ad Orsera.

Nel 18° secolo, l0 avventuriero e letterato italiano Giacomo Casanova soggiornó due volte ad Orsera (nel 1743 e 1744), come descritto anche nelle sue famose memoria.

Nella seconda metá del 18° secolo (1778) il senato veneziano abolí la contea ecclesiastica di Orsera ed in tal modo il paese passó direttamente sotto ilgoverno del doge. Per l’ espropriazione le autoritá veneziane pagarono alla diocesi parentina un risarcimento in denaro. Dopo l’ abolizione della contea ecclesiastica Orsera venne annessa, amministrativa ente, al comune di S. Lorenzo. Nel 19 ° secolo le tenute dei vescovi parentini site nell’ Orserese divennero proprietá di alcune famiglie nobili di Parenzo.

Orsera nel 19° e nel 20° secolo

Nel 1797 il conquistatore francese Napoleone Bonaparte sconfisse la Repubblica di San Marco e l’ Istria, con la pace di Campoformio (17-18.10.1797) venne ceduta all’ imperatore austriaco Francesco I. Il primo periodo di governo dell’ Austria in Istria fu molto breve (1797-1805.). All’ inizio di dicembre del 1805 Napoleone sconfisse l’ esercito austriaco-prussiano ad Austerlitz e con la pace di Bratslava (26.12.1805) l’ Istria venne data ai Francesi (1805-1813). In seguito alle successiva sconfitte di Napoleone nei campi di battaglia europei, l’ Istria fu assegnata nuovamente all’ Austria che la governó per piú di un secolo (1813-1918).

Nel 19° secolo Orsera era un piccolo comune rurale del distretto di Parenzo. Allora essa inizió ad espandersi al di fuori delle mura; nella sua baia venne costruito uno scalo. Sui pandii del colle tra l’ antico mucleo cittadino ed il mare vennero costruite case nuove. All’ inizio del nostro secolo fu costruita la nuova scuola (1900). Nella seconda metá del 19° secolo ad Orsera non c’ erano conflitti nazionali tra Croati ed Italiani, che vivevano in concordia.

La prima guerra mondiale (1914-1918) face cambiare il quadro politico dell’ Istria. Al tempo dello sfacelo della monarchia austro-ungarica l’ esercito italiano occupó la penisola che entró a far parte dell’ Italia (1918-1943). Alla fine della prima guerra mondiale gli imperialisti italiani sfruttarono le debolezze della neocostituita Jugoslavia e con il Tratato di Rapallo (1920) si assicurarono il diritto legale all’ Istria. Durante l’ occupazione italiana la posizione dei Croati e degli Sloveni in Istria era particolarmante difficile, soprattutto dopo al venuta al governo dei fascisti con a capo B. Mussolini (1922). L’ uso delle lingua croata e slovena era severamente proibito. Si pianificava di trasferire forzatamente la popolazione slava nella colonie italiane in Africa.

Anche la seconda guerra modniame portó cambiamenti politici radicali nella pensola istriana. Nel mese di aprile del 1941 Hitler e Mussolini occuparono la Jugoslavia. I Croati e gli Sloveni dell’ Istria si rivoltarono contro il fascisti italiani chiedendono l’ annessione della penisola alla Croazia. La capitolazione dell’ Italia (8.9.1943) fu seguita da un’ insurezione popolare. Nel mese di ottobre del 1943 l’ Istria venne occupata dai Tedeschi. All’ inizio del mese di maggio del 1945 Orsera vene liberata.

Dopo la liberazione ebbe inizio la lunga lotta diplomatica per l’ Istria tra la Jugoslavia e l’ Italia.

Con il tratto di Parigi (1947) la penisola venne assegnata alla repubblica di Croatia quale parte della Jugoslavia. Allora molti Italiani si transferirono, anche da Orsera, in Italia, e subito dopo inizio l’ immigrazione della popolazione slava.

Dal 1991 la Croazia é un paese indipendente.